Muffe e insetti sono un pericolo per le case in bioedilizia?


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I pregiudizi e lo scetticismo che ancora oggi interessano il mondo della bioedilizia sono troppo spesso dovuti alla mancanza di conoscenza e di una corretta informazione. Tra questi c’è anche l’idea che le muffe e gli insetti, acerrimi nemici del legno, rappresentino un serio pericolo per la stabilità della casa. Ciò è dovuto al fatto che gli insetti xilofagi, che utilizzano il legno come fonte principale del loro nutrimento, sfruttano l’ambiente umido che si crea all’interno di questo materiale per trarne energia, distruggendone i composti organici complessi come cellulosa e lignina. Un problema che non riguarda però le case in legno, e questo grazie alla scelta del legname che deve essere correttamente essiccato per non contenere troppa umidità né risultare troppo asciutto, ma che deve anche essere trattato con impregnanti per assicurare la completa disinfestazione e uccidere le uova presenti all’interno. La stagionatura del legno garantisce quindi un ambiente poco favorevole alla proliferazione di parassiti, ma in generale le essenze utilizzate per la realizzazione degli elementi portanti della casa, come l’abete rosso, contengono resine naturali e hanno un’umidità molto bassa, tra il 9-13%, condizioni ottimali per prevenire un’invasione incontrollata.

Per preservare l’integrità della casa in legno dall’attacco di funghi e muffe, il pacchetto costruttivo deve essere perfettamente isolato termicamente per impedire le infiltrazioni esterne e la risalita di umidità per capillarità. L’unico modo per scongiurare che l’acqua proveniente dal terreno arrivi fino alle pareti, e crei così un ristagno di umidità, è garantire un ottimo isolamento dal suolo con guaine impermeabilizzanti, in modo che le pareti non poggino direttamente sulla soletta e il materiale coibentante sia in grado di mantenere tutte le sue prestazioni.

Anche l’umidità di condensa può creare un habitat perfetto per la formazione di muffe. Tuttavia, l’elevato isolamento termico delle case in bioedilizia e delle sue componenti, grazie anche all’installazione della barriera al vapore, una sottile membrana che riduce la traspirabilità del materiale isolante, e di un impianto di ventilazione meccanica controllata (VMC), limita fortemente problematiche di questo tipo.