Sappiamo che la costruzione degli edifici e la produzione di materiali strutturali come acciaio e cemento rappresenta una fonte significativa di emissioni di carbonio nel pianeta, pari a circa il 40%. La ricerca e lo sviluppo di alternative sostenibili possono dare un contributo concreto e risolutivo nella lotta al cambiamento climatico, riducendo significativamente i livelli di CO2. Per questo gli studiosi di tutto il mondo, insieme al comparto edile, stanno lavorando attivamente per trovare una soluzione definitiva.

 

Healed Wood: il legno più resistente dell’acciaio

Il legno è ormai universalmente riconosciuto come la risorsa ecologica e rinnovabile per eccellenza, capace di coniugare sostenibilità ed efficienza energetica. Ogni anno però milioni di tonnellate finiscono in discarica. Per costruire un’economia veramente circolare, il legno deve poter essere riutilizzato su scala più ampia. Ma se vi dicessimo che esiste un legno ricavato dagli scarti del legno, più resistente di acciaio e cemento?

Si chiama Healed Wood e nasce da un processo innovativo in grado di trasformare qualsiasi sottoprodotto del legno in un materiale leggero e resistente. I ricercatori canadesi dell’Università della British Columbia hanno scoperto che attraverso la delignificazione, ovvero la rimozione della lignina dalle nanofibre di cellulosa, si ottiene un materiale risanato cinque volte più forte del legno originale, ma anche più resistente alla frattura rispetto all’acciaio inossidabile o alle leghe di titanio. Lo stesso trattamento, eseguito con sostanze rispettose dell’ambiente, può essere ripetuto più volte sullo stesso pezzo, prolungandone ulteriormente la durata. Una scoperta che aggiunge nuovi scenari al riciclo del legno e al suo utilizzo nel settore edile.

 

Dal legno potenziato al legno ingegnerizzato

Ma le novità non finiscono qui. I ricercatori della Rice University del Texas hanno fatto un’ulteriore passo avanti. Partendo dal legno potenziato della British Columbia, hanno trovato il modo di incorporare all’interno del legno delignificato le molecole di un materiale poroso cristallino contenente CO2. Sfruttando proprio la maggiore porosità del legno privato della lignina, i ricercatori hanno scoperto che immergendo il materiale in una soluzione contenente microparticelle di MOF, strutture ultra-porose note per la loro capacità di assorbire molecole di gas, si ottiene un legno ingegnerizzato ad alta tecnologia capace di stoccare anidride carbonica e di utilizzarla per aumentare la propria forza e resistenza.

Questa scoperta potrebbe rivoluzionare l’industria della bioedilizia e renderla ancora più sostenibile, soprattutto su larga scala. L’applicazione di questo materiale nelle future costruzioni urbane, infatti, permetterebbe di sequestrare circa 20 gigatonnellate di carbonio nei prossimi trent’anni. Questo avrebbe un impatto positivo anche sull’aumento della temperatura globale, rispettando l’Accordo di Parigi di mantenerla al di sotto dei 2 gradi Celsius.

La scienza continua a fare passi da gigante, ma la consapevolezza ormai globale che il legno sia la risposta strategica a molte sfide dello sviluppo sostenibile, ci rende ancora più motivati a dare il nostro contributo per il futuro del pianeta.

 

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