Comfort visivo in bioarchitettura: il benessere passa anche dalla luce


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In un momento storico così particolare e difficile come quello che stiamo vivendo, dove l’invito rivolto a tutti è di restare a casa, stiamo riscoprendo un modo nuovo e più intenso di abitare gli spazi domestici, e anche di lavorarci. Mai come adesso il comfort abitativo è diventato un’esigenza primaria. La bioarchitetttura sostiene e promuove la ricerca del giusto equilibrio tra la salute dell’ambiente e delle persone che ci vivono. Non sempre, però, le sensazioni che proviamo all’interno delle nostre abitazioni sono di assoluto benessere. Spesso condizioni come l’umidità, la scarsa illuminazione o la mancanza di insonorizzazione ci provocano uno stress inconsapevole che, a lungo andare, può generare insofferenza e malessere fisico.

Attraverso l’attenzione ad alcune condizioni essenziali come il comfort termico, il benessere acustico e la qualità visiva, invece, possiamo ritrovare quelle sensazioni piacevoli che ci fanno vivere bene e in modo salutare la nostra casa.

La corretta illuminazione degli ambienti

Come abbiamo visto, sono diversi i fattori che determinano un buon comfort abitativo, ma solitamente quello a cui si dà meno importanza è l’illuminazione. La luce, invece, svolge un’importante azione benefica sulle normali funzioni dell’organismo, influendo sulla percezione visiva e aumentando ad esempio la nostra capacità di concentrazione. Inoltre, una corretta illuminazione ha effetti positivi sull’umore, migliora la salute psicologica e la produttività, e previene le malattie causate dalla carenza di vitamina D.

Il benessere che un ambiente interno può offrire dipende quindi molto anche dalla possibilità di avere fonti di luce naturale, adeguatamente integrate da quelle artificiali. La luce naturale è sempre la migliore perché usa l’energia del sole, aumenta la resa dei colori e permette di raggiungere livelli di illuminamento impossibili da ottenere artificialmente. Per un buon comfort visivo, già in fase di progettazione della casa o del luogo di lavoro, è importante prevedere in modo esatto la collocazione dei punti luce, le aperture naturali, la distribuzione di luci e ombre, ed evitare ogni effetto abbagliante.

Sintetizzando, i requisiti per un comfort visivo ottimale sono:

  • una buona distribuzione dei punti luce
  • un’opportuna resa cromatica delle sorgenti e degli ambienti
  • assenza di abbagliamento
  • una corretta direzionalità della luce
  • uniformità di illuminamento

 

Il comfort visivo sui luoghi di lavoro

Anche negli ambienti di lavoro il comfort visivo è una necessità che può influenzare le prestazioni lavorative, la salute, la sicurezza e l’umore delle persone. Senza un’adeguata illuminazione o, al contrario, con impianti che causano abbagliamento, i lavoratori possono sentirsi più affaticati e provare un senso di disagio. I molti studi condotti sul tema hanno dimostrato come la progettazione dei punti luce naturali e artificiali, insieme alla giusta organizzazione delle postazioni, contribuisca positivamente sulla produttività dei lavoratori.

Nella realizzazione di Fashion Art, la prima azienda in bioarchitettura costruita a Padova, Biocasanatura ha lavorato molto sulla ricerca del comfort visivo, anche nello studio dell’orientamento e della forma dell’edificio. Ha curato inoltre la dimensione e il posizionamento di porte e finestre, con particolare attenzione alla pianificazione delle postazioni di lavoro rispetto ai punti luce predisposti.