Case in bioedilizia: qual è il legno migliore per costruirle?


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Abbiamo parlato molte volte delle qualità uniche del legno nella costruzione delle case in bioedilizia, ma qual è l’essenza migliore per crearne la struttura e perché?

Quercia, castagno, larice: sono tante le tipologie utilizzate, ma fra tutte la scelta più diffusa rimane l’abete rosso, impiegato in tutte le sue realizzazioni anche da Biocasanatura, che predilige la qualità austriaca proveniente da foreste a gestione sostenibile, secondo la certificazione PFEC.

Le proprietà uniche dell’abete rosso

Molto presente nelle zone alpine o in nord Europa, nelle quali la produzione delle case in legno è maggiore, i vantaggi che offre questa essenza sono davvero tanti, grazie alle sue eccellenti caratteristiche fisiche. Elasticità, resistenza a trazione e compressione sono tra le proprietà fondamentali, indispensabili per realizzare strutture verticali (pareti) e orizzontali (solai e tetti), soprattutto in zone sismiche. L’abete rosso è anche un legno stabile, perché non modifica il proprio tasso di umidità interna rispetto alle condizioni ambientali in cui si trova, riducendo al minimo gli sbalzi termici. Per la sua duplice forma, massiccia o lamellare, è versatile e di facile lavorazione. È un buon isolante e un ottimo repellente nei confronti di insetti xilofagi, muffe e funghi, influendo positivamente sui costi di costruzione e sulla durata negli anni delle case in bioedilizia.

L’abete rosso rientra nell’elenco dei materiali ad alta sostenibilità grazie alla sua velocità di crescita, poiché può essere tagliato e immediatamente sostituito, a beneficio di un corretto rimboschimento delle foreste. Essendo un legno molto diffuso, leggero e facilmente trasportabile, può essere prelevato a poca distanza dal luogo di lavorazione, rendendolo particolarmente apprezzabile anche dal punto di vista economico.

Abete rosso vs. abete bianco

Anche l’abete bianco rientra tra i legni impiegati in edilizia, tuttavia la sua natura più tenera lo rende particolarmente indicato nella realizzazione di pannelli truciolati e isolanti, e meno per le costruzioni portanti.

Essendo privo di resine, questo legno offre un vantaggio sensibile durante la fase di lavorazione, ma richiede un trattamento protettivo successivo abbastanza complesso, dovuto alla sua particolare resistenza a essere impregnato. Inoltre, senza particolari interventi che ne migliorano la stabilità dimensionale e lo proteggono da funghi e insetti, l'abete bianco non potrebbe essere impiegato per i rivestimenti esterni.

Le essenze ideali per finiture e arredamento

Un’eccellente alternativa all’abete rosso è il larice: un’essenza molto pregiata, povera di nodi e di impurità. Tuttavia, i costi maggiori ne penalizzano l’impiego nella costruzione delle case in bioedilizia; ecco perché trova maggiore applicazione nei complementi d’arredo e nelle finiture, proprio come il rovere e il castagno, particolarmente apprezzati nella realizzazione di porte e pavimenti.